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Matura zoccola, tutta da scopare: vivo per farmi penetrare

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Cosa dire di me, nella vita una mamma premurosa, donna in carriera e rispettabilissima, nell’intimo mi sento una matura zoccola tutta da scopare. A volte la sera mi chiudo in bagno, mi guardo allo specchio mentre indosso intimo leopardato e mi sento una vera tigre, vivo per farmi penetrare da anni ormai e aspetto che i miei giovani stalloni mi scrivano quando possono per togliermi di dosso gli stress di tutti i giorni.

Dopo anni come moglie fedele ho iniziato a capire cosa volevo davvero dalla vita quanto una mia amica mi ha confessato che aveva beccato suo marito a farsi seghe si di me. Quando mi ha descritto come mi vedeva lei da fuori, con un po’ di invidia. Alta un metro e settantadue senza tacchi, spesso abbronzata, con un seno prosperoso e il fisico tonico, castana di capelli e con gli occhi verdi, beh… un bel bocconcino che non poteva sprecarsi ad andare a dormire alle nove di sera. Così ho iniziato a vestire in modo provocante, leggins in latex e tacchi alti tutti i giorni, così sono più alta della maggior parte degli uomini, e sai quanto piacciono le amazzoni come me.
Ho iniziato scopandomi il mio capo, poi colleghi di ufficio; mi hanno trasferita e ho fatto perdere la testa al portiere del nuovo stabilimento, ho preso cazzi a destra e a manca ma ne volevo ancora. Allora ho avuto un’idea perversa, rubare il telefono a mio figlio per inviare le mie foto ai suoi compagni di classe, foto innocenti in cui leccavo il gelato o mi mettevo la cremo sul seno o sul sedere. Quando mio figlio tornò a casa imbarazzato capii che avevo fatto centro. Una sfilza di ventiquattrenni arrapati ha iniziato a cercarmi, io inizialmente facevo la sostenuta, ma già sognavo i loro cazzi enormi pronti a penetrarmi. Dopo qualche mese, quando finalmente ho avuto casa libera anche dopo il lavoro, con una scusa ho invitato prima Luca poi Marco, due dei migliori amici del mio bimbo. Da allora ogni venerdì vengono entrambi a prendermi all’ufficio, ce ne andiamo in un parcheggio privato dell’azienda in cui lavoro e mi scopano come due stalloni.
Devo ammettere, inizialmente mi sentivo in colpa, ma ora ho capito quanto mi faccia stare bene e quanto ne voglia sempre di più. Ho due amanti in ufficio, i due amici di mio figlio e anche un ragazzo delle consegne per la pizza a scoparmi settimanalmente. Ma vorrei qualcosa di nuovo, vorrei un’orgia con almeno cinque uomini e solo me al centro, vorrei sentirmi troia, una zoccola matura che vive per il cazzo, alla faccia di quel cornuto di mio marito che mi tocca sempre più di rado. Non vedo l’ora di realizzare il mio sogno, per ora sono riuscita a farmi scopare da tre ragazzi insieme, me ne voglio di più, sempre di più. Voglio sentire il loro cazzo in gola e nel culo e nella fica, voglio assorbirli in me e che mi trattino da zoccola,voglio andare in giro con loro in autoreggenti e farmi vedere da tutti come una lurida vacca. Ma ora basta, sono già bagnata, ho voglia di cazzo e mentre confesso qui queste cose ho il mio piccolo boy Luca, quanto è cresciuto … che si sta segando di fronte a me. Devo andare, ho bisogno di prenderlo forte, peccato che oggi ci sia solo lui, ne vorrei un po’ di più, anche se dei sui venticinque centimetri di carne non mi lamento.

Cosa gli faro? Beh anzitutto lo ingoierò fino a vomitare, poi mi farò legare come piace a me, così da non potermi liberare mentre mi sfonda la fica e il culo… e per finire, voglio che mi sborri sul mio splendido seno, così da poter leccare tutto il suo saporitissimo sperma. Perché sono una troia, perché a cinquant’anni non ne ho mai abbastanza, perché il cazzo è la mia fonte di vita e perché ne voglio sempre di più. Spero sborriate già solo a pensare a me, non vedo l’ora di cavalcare le vostre favolose aste fino a stremarvi, perché io non sono mai sazia, sono una cavalla di razza, una vera troia, e merito di essere scopata.

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